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VIAGGIO NELLA “LAVELLO” ANTICA

Quest'anno noi alunni della classe 5^A, grazie al progetto “Forentum Lab” guidato dal professor  Catarinella, abbiamo scoperto ciò che si nasconde sotto il terreno che ogni giorno calpestiamo. Come prima tappa, abbiamo visitato il sito archeologico di contrada San Felice, qui abbiamo notato tracce  di mura appartenenti ad abitazioni di epoca romana; nelle vicinanze sono state rinvenute numerose testimonianze di un insediamento fatto di capanne, appartenenti al Neolitico. L'esperto ci ha anche spiegato che nella zona Gravetta, sono state ritrovate, testimonianze riferibili al periodo in cui Lavello veniva chiamata Forentum; si tratta di santuari, abitazioni, strade, tombe e fontane risalenti all’età Daunia. La nostra esperienza di archeologi è proseguita con una simulazione di scavo avvenuta nel cortile della nostra scuola; alcuni di noi hanno verbalizzato quanto accaduto, altri, invece, dopo aver quadrettato il sito, sono andati alla ricerca di reperti. Finalmente  sono venuti alla luce diversi cocci di vasi di argilla con delle incisioni. A conclusione del nostro fantastico progetto, abbiamo visitato il museo di Lavello: “Forentum ritrovato”. Appena arrivati ci ha colpito la presenza di tanti cubi colorati, prontamente la guida ci ha spiegato che ad ogni colore corrispondeva una tipologia di reperto. Prima di iniziare la visita vera e propria, abbiamo guardato un video relativo a tutte le vicende storiche che hanno caratterizzato il nostro paese, poi finalmente abbiamo iniziato ad ammirare varie vetrine contenenti numerosissimi corredi funebri di tombe appartenute a persone di diverso ceto sociale. C’erano oggetti di ogni genere, da vasi di uso quotidiano a spille, gioielli, collane e bracciali; tra tutti,  una scultura ha attirato in modo particolare la nostra attenzione e cioè la testa di un bambino. La guida ci ha subito spiegato che si trattava del pezzo più importante del museo,  ne esistono solo due al mondo. Girando per il museo, la nostra attenzione è stata catturata nuovamente da una pietra piccolissima di forma rotonda; era una moneta non levigata che simboleggiava metaforicamente la presenza nella tomba di una persona che era morta prima di completare il suo ciclo di vita, quindi di una persona molto giovane. Attraversando le stanze del museo, siamo arrivati davanti alla meravigliosa ricostruzione di una tomba a tumulo, con uno scheletro posizionato sul fianco sinistro, completa di  corredo funerario. Continuando la visita, abbiamo visto  numerosissimi vasi e oggetti di forme e colori diversi, appartenenti oltre che alla Magna Grecia, anche alla civiltà Daunia e alla civiltà Canosina. Alla fine di questo percorso, abbiamo compreso l’ importanza della storia,  ricchezza per il nostro paese, che  non conosciamo ma abbiamo cominciato ad apprezzare.

 

                                                                                                 Alunni 5^A   Madonnina